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29 maggio 2015

Riccardo Crosa intervistato al Play 2015 di Modena

L'intervista realizzata dallo staff di ‪gioconomicon.net‬ a Riccardo Crosa durante il #‎Play2015‬ di Modena... 
"Anche gli Oscuri Signori trovano spazio nel nostro salotto delle interviste a PLAY 2015! Ai nostri microfoni Riccardo Crosa, autore di Rigor Mortis da anni coinvolto nel mondo ludico."

14 maggio 2015

Due chiacchiere con Riccardo Crosa

L'intervista al nostro Riccardo apparsa sul sito "Agenzia Incantesimi Reloaded"...

Due chiacchiere con i vari autori che hanno collaborato o stanno tuttora collaborando ad Agenzia Incantesimi. Brevi conversazioni per parlare della loro incursione nella nostra serie, ma anche della loro esperienza professionale.

Apriamo le danze con Riccardo Crosa.
Eccoti qua, Riccardo: il famigerato (che, si sa, significa "più che famoso!") autore di Rigor Mortis, ora al lavoro su Dragonero per la Bonelli. È evidente che il fantasy è il tuo genere prediletto... Oppure no?
In effetti il mio rapporto con il genere fantasy è di lunga data. Fantasy sono stati i primi libri che ho letto (a 12/13 anni ero un fan di Conan il Barbaro) e fantasy i primi fumetti professionali che ho disegnato, ma non è la mia unica passione per quello che riguarda la narrativa in genere, sia che si parli di libri, cinema o fumetti... Amo la fantascienza, il thriller, il noir, l'horror, l'umoristico e l'avventuroso, ma soprattutto amo le storie che mischiano tutti questi elementi insieme. Possiamo dire che il mio genere preferito è il fantastico? 
Da professionista mi è capitato di spaziare un po' in tutti quei generi, ma in effetti quello in cui alla fine mi trovo più a mio agio è proprio il fantasy. Ma poi, in fondo, ho notato che quello mi rende particolarmente piacevole lavorare ad una storia è la leggerezza con cui i temi vengono trattati. Si può gioire nel raccontare anche la storia più cupa se lo si fa con la giusta dose di umorismo...
Clicca qui per continuare a leggere l'intervista

25 luglio 2013

Non solo Rigor Mortis: Comicsblog intervista Riccardo Crosa

Riporto l'intervista a Riccardo Crosa realizzata da Comicsblog in occasione di Riminicomix 2013 al termine dell'incontro con l'autore dal titolo "Quando si dice Rigor Mortis!". Ovviamente evidenzierò i punti più interessanti per noi adepti del Rigor. 



Non solo Rigor Mortis: Comicsblog intervista Riccardo Crosa

A cosa stai lavorando ultimamente? Sei sempre impegnato nel campo delle illustrazioni o stai sperimentando qualcosa di diverso?
È  una domanda interessante. Prima (riferendosi alla conferenza) abbiamo parlato di fumetti, ma io non mi occupo solo di fumetti, in realtà. Faccio anche illustrazioni. Attualmente sto lavorando a due serie per il mercato francese. La prima, in tre volumi, si chiama Vigilant ed è per Soleil; l'altra si chiama Synchrone, edita da Le Lombard, in 4 volumi. Oltre a questo, ho un impegno fisso con Focus Junior.  È  una delle mie valvole di sfogo, faccio illustrazioni per bambini. Lavoro anche per i libri di religione di EDB, per cui realizzo illustrazioni di genere fumettistico. Poi, se capita, faccio anche qualche illustrazione su commissione; ma con Mondadori, per adesso, non lavoro più.

Quali sono le tue fonti di ispirazione? Quali sono i tuoi autori preferiti?
A me è sempre piaciuto moltissimo il cinema. Ho sempre amato il fumetto con elementi cinematografici, non tanto quello artistico quanto quello più comunicativo attraverso le immagini, cinematograficamente parlando. Gli autori che ho studiato fino alla nausea sono quelli della mia generazione: Magnus, Moebius, Bilal e comunque molti della scuola francese. Amo alla follia Tin Tin e sono cresciuto con Asterix. Ovvio che quando trovo un disegnatore che mi piace lo studio e cerco di assimilarlo. Quando mi è stato chiesto di disegnare una storia manga – che non è una cosa che mi capita spesso – ho studiato il genere. Non sono un lettore abituale di manga ma mi piacciono moltissimo Otomo, di cui apprezzo lo stile di disegno europeo e molto cinematografico, e Miyazaki. Ho tante passioni, ma come ho detto la principale è il cinema, ho sempre cercato il modo di inserirlo nei miei fumetti. Mi piacevano molto i registi horror degli anni '80 perché erano dei grandissimi sperimentatori. Sam Raimi, Carpenter… persone che mi hanno insegnato qualcosa di nuovo, che erano grandi artigiani in grado di inventarsi movimenti di macchina ed inquadrature particolari, soluzioni registiche originali. Oggi con i computer si può fare tutto, ma all'epoca…

Illustrare giochi molto apprezzati come Kragmortha e Sì, Oscuro Signore, non deve essere stato facile. Puoi descriverci con quale approccio ti sei buttato in queste imprese?
Non è stato facile, dici? Neanche tanto. Sì, Oscuro Signore nasce dal fatto che non mi piace avere uno stile fisso. Mi piace sperimentare cose sempre diverse. In fondo sono sempre un fumettista più che un illustratore, quindi un segno di contorno c'è sempre – e mi piace che ci sia – però per i giochi ho scelto uno stile di disegno più cartoonesco. Per la copertina di uno dei giochi – che rappresentano un mercato a sé stante, con uno stile particolare – ho lavorato in coppia con un altro disegnatore. Lui ha fatto lo sfondo e io mi sono occupato solo del design dei personaggi. Idem per la plancia del gioco da tavolo, di cui io ho realizzato solo i personaggini.

Parliamo di Rigor Mortis: hai in mente qualche spin-off o ritieni conclusa quella che possiamo considerare come la tua opera più famosa?
No, no, conclusa proprio no. Spin-off avrei tanto voluto farne. Uno lo avevo anche realizzato, una quindicina di anni fa. Avevo creato un robot che viveva nell'Inframondo, in mezzo ai demoni. Mai lettori volevano il Rigor… a me sarebbe piaciuto allargare all'infinito il mondo del Rigor e creare nuovi personaggi che vivessero, poi, di vita propria, di idee ne ho sempre avute tante, ma la vita mi ha portato in altre direzioni. Però adesso stiamo tornando a lavorare sul Rigor, concentrandoci su di lui e su alcuni dei vecchi personaggi, aggiungendone anche molti nuovi. Ma per ora non ti posso dire di più.
Sono almeno sei anni che lavoro con case francesi che mi hanno sempre chiesto cose iper-realistiche. A me le sfide piacciono e lavorare su qualcosa che io non scriverei è una sfida che ho sempre raccolto con passione. Ma dopo sei anni sento il bisogno di tornare un po' alle origini, a lavorare su qualcosa di mio, soprattutto sento il bisogno di tornare a divertirmi. Anche perché il lavoro per i francesi è molto stressante. Le pagine devono essere perfette, non si può sgarrare, non van bene neanche i grafismi: le vignette devono essere tutte perfette. Così ho contattato il mio vecchio editore di giochi e gli ho chiesto come stesse andando il gioco di carte. Mi ha risposto che è sempre andato bene e negli anni le vendite sono sempre state buone. Mi serviva qualcosa che mi offrisse una valvola di sfogo, così gli ho proposto – visto che non sono previste nuove espansioni del gioco – di disegnare delle nuove carte e regalarle via internet una alla settimana. L'editore ha detto sì e così ho fatto, per divertirmi. Da lì è nata l'idea di tornare a disegnare il Rigor. Mi chiedevo cosa potessi fare che non fosse troppo impegnativo, è venuta fuori l'idea delle web comics. Una paginetta a settimana, storie autoconclusive disegnate in modo molto cartoonesco. Quando ne avremo raccolte un po' stamperemo anche un libro. Da lì è arrivata la proposta di lavorare un nuovo gioco… si sta muovendo tutto in questa direzione. Cosa che mi piace perché non si tratta di un progetto ben definito, è tutto molto liquido ed è un divertimento. Non so se o quando tornerà Rigor oppure no. Per adesso è così.

Dicevi che a parte l'aspetto “carogna” Rigor sei un po' tu…
Sì, beh, nel senso che quando scrivi un personaggio e non sei uno scrittore come Federico (che nasce come scrittore, mentre io il Rigor mi son trovato a scriverlo quasi per forza) finisci col mettere un po' di te in tutti i personaggi. E forse sì, anche in Rigor c'è un po' di me… ma se dovessi essere del tutto come lui mi vergognerei.





Come è stato disegnare su Jonathan Steele della Star Comics?
Conosco Federico da sempre, abbiamo provato a lavorare insieme tante volte, ma quando lui mi contattò per propormi di lavorare con lui - a quei tempi stava lavorando su Zona X – io rifiutai perché non mi sentivo ancora maturo, completo, non riuscivo a disegnare in maniera realistica, non pensavo di esserne capace. Sono nato come disegnatore umoristico, non pensavo di potermi trasformare (ce ne sono pochi che, arrivando dal fumetto umoristico, riescono a disegnare in modo realistico). Mi avevano proposto anche di lavorare su Jonathan Steele edito da Bonelli, ma il mio stile non andava bene. Poi quando Federico si è trovato a lavorare per Star Comics, con meno pressioni sul disegnatore, senza dover rispettare i canoni di Bonelli, è tornato da me e questa volta ho detto sì. Però avevo già altri progetti, un numero intero di Jonathan Steele non avrei potuto farlo. Ho lavorato solo su metà del primo numero. È stato un primo passo per me verso il realismo, ho alzato l'asticella. Poi abbiamo collaborato su Agenzia Incantesimi, caratterizzata da uno stile di disegno un po' più sopra le righe, più cartoonesco. Io mi sono sempre divertito molto a lavorare con Federico e ritengo che l'ultimo extra di Jonathan Steele, sempre una storia di Agenzia Incantesimi, sia uno dei lavori più belli che abbiamo fatto assieme. Sia a livello di storia che di disegno, mi soddisfa… e io non sono mai soddisfatto di quello che faccio…

Come ci hai detto, sei molto attivo anche in Francia, dove il fumetto ha tutt'altra collocazione rispetto al mercato italiano. Quali sono, secondo te, le differenze tra il mercato francese e quello italiano?
In Francia considerano il fumetto un'arte a tuttotondo, al pari della letteratura. Là fumetti vengono venduti in tutte le librerie, in misura uguale ai libri. Da noi, per quanto siamo cresciuti in questi anni, è ancora molto lunga la strada da percorrere. Nelle librerie, in Italia, i fumetti sono relegati in spazi molto piccoli. Un'altra differenza è l'importanza che viene data all'autore. In Italia si segue il personaggio più che l'autore. Siamo cresciuti col fumetto popolare da edicola, leggiamo Dylan Dog ma sono in molti a non ricordarsi che è stato creato da Sclavi, e che dopo Sclavi lo hanno disegnato in tantissimi. Mentre in Francia, esiste il concetto di “seguire” l'autore. Come uno scrittore che scrive un romanzo horror, poi passa ad una storia d'amore per poi sperimentare un fantasy... e il fedele lettore a cui piace lo stile di quello scrittore legge tutti i suoi romanzi. In Italia questo non succede quasi mai,salvo qualche piccolo caso sporadico. Quando vai a lavorare in Francia ti trattano come un autore.
Da noi c'è un approccio al lavoro legato ai tempi stretti ed al pagamento tavola. Più tavole fai più ti pagano. Quindi tendi a macinare ed a lavorare più velocemente possibile. In Francia questo è visto come la peste. Lì ci si deve mettere tutto il tempo necessario, la paga è uguale. Molti disegnatori italiani che cercano di lavorare oltralpe non lo capiscono e falliscono. Lì non serve lavorare velocemente ma farlo al meglio possibile, non importa quanto ci metti. I francesi amano guardare ogni singola vignetta, ciascuna deve essere perfetta. Magari tutti quegli sfondi non servono e a noi possono sembrare eccessivi e ridondanti, ma per i francesi deve essere fatto così. Qualcuno ha detto che i disegnatori italiani sono velocisti, mentre i francesi sono maratoneti. Chi è abituato al primo stile difficilmente riesce ad adattarsi al secondo. Mi hanno fatto morire per poi rinascere a quella maniera lì.  È  stato molto difficile, molto traumatico, però alla fine il sacrificio ha pagato. Il fatto di avercela fatta è un'enorme soddisfazione.

Fonte: http://www.comicsblog.it/post/139309/non-solo-rigor-mortis-comicsblog-intervista-riccardo-crosa

09 maggio 2013

La Fucina dei Mondi - Sì, Oscuro Signore!

GdR Italia parla, con la dovuta riverenza, di Sì Oscuro Signore. Godetevi questa presentazione, perché potrebbe essere l'ultima cosa che farete prima di un'occhiataccia fulminante di Rigor Mortis! 

Quest'oggi parleremo di un gioco particolarmente adatto a questo periodo dell’anno: potete giocarci sotto l’ombrellone con i vostri amici, in ufficio mentre sudate le vostre agognate vacanze, oppure solo per farla pagare al vostro simpatico capo.

Sapete già di cosa sto parlando? Benissimo, se non lo sapete allora vi beccate subito una bella occhiataccia! (Nonché un centinaio d'anni di lavori forzati nelle segrete di sua Immensa Malvagità) Se invece lo sapete... allora starete già sogghignando al pensiero di pregustare avventure artefatte in questa maniera.

Per chi non lo conoscesse farò, con un gesto di infinita bontà e umiltà nei confronti di sua Oscurissima Malvagità (e mi prendo pure un’occhiataccia per non avergli dato del voi...), un breve riassunto di cosa tratta questo divertentissimo gioco di carte. Innanzitutto vi è una sola regola: le regole le decide Rigor Mortis, il cattivo interpretato da uno dei giocatori, tutti gli altri sono dei piccoli, inutili, noiosi e pustolosi goblin al suo umile servizio. Come in tutte le bande di cattivi che si rispettino il capo ha assegnato un compito e per qualche svariato motivo nessuno è riuscito a portarlo a termine…chi ne pagherà le conseguenze? Ovviamente il goblin che non saprà raccontare una scusa abbastanza plausibile o non darà il giusto rispetto all'Oscuro Signore. La particolarità che rende questo gioco divertente è che non vi sono vincitori, ma soltanto uno sconfitto, che a sua volta poi diventerà l'Oscuro Signore e dovrà quindi sottoporre alla giusta vendetta gli altri suoi amici.

Non avete ancora questo gioco? Beh, che aspettate? L'Oscuro Signore vuole che lo regaliate a uno dei vostri amici…e io non contraddirei la parola dell'Oscuro Signore...

Lo stile di gioco è ovviamente in tono estremamente scherzoso, anzi, si incita proprio a orientare il gioco in questa direzione, e quindi riterrei questa ambientazione molto adatta per sessioni di gioco brevi (oneshot, per gli amici). Certo, nulla toglie però che la vostra campagna con i piccoli goblin possa volersi ampliare fino a diventare una vera e propria avventura fatta e finita! Il limite lo detta solo la vostra fantasia!

La base per l’ambientazione è molto semplice: un mondo fantasy dei più classici, e voi siete dei goblin al servizio dell’Oscuro Signore Rigor Mortis, alla ricerca di strani oggetti/persone/artefatti (magici e non) dai nomi più stravaganti che saranno utili all'Oscuro Signore, in qualche modo che le vostre piccole menti di goblin non possono comprendere. Il bello di questo gioco è che con le carte viene inventata una storia fittizia, però pensateci bene…e se questa storia invece fosse vera? Se i piccoli e pustolosi goblin non siano invece dei bugiardi? Ecco che vediamo delinearsi all'orizzonte una simpatica ambientazione per i nostri valorosi goblin! Oltre a cercare l’artefatto, il master può sfruttare gli spunti delle carte del gioco per inserire delle storie e delle difficoltà all'interno della missione, starà ai pustolosi goblin cercare di cavarsela in qualche maniera!

L’unico consiglio che posso dare per ambientare il vostro gioco di ruolo in questo mondo è di divertirvi. Divertitevi fino allo stremo, ridete finché non vi faranno male le guance e avrete gli addominali a pezzi!

L’altro consiglio (più serio) è di utilizzare il mazzo Spunti dell'omonimo gioco di carte "Si Oscuro Signore" e di pescare a caso dal mazzo coperto i vostri vari imprevisti per inventare la vostra avventura. (l'Oscuro Signore non è d’accordo con questa pigrizia generale, ma conviene che è meno faticoso per i master inventare avventure divertenti...)

Di giochi consigliati per quest'ambientazione... beh... direi tutti, ma con particolare attenzione a sistemi di gioco già ideati su questa linea di pensiero, come ad esempio Teenagers from Outer Space (o Teenager Manga Mutanti). In alternativa vedrei molto bene sistemi di gioco come ad esempio Levity per favorire l’interazione tra tutti i giocatori, per rendere le situazioni ancora più comiche ed esilaranti.



Che dire in fondo? Ovunque siate, in vacanza o in ufficio, questa ambientazione è per farsi quattro risate in compagnia…Divertitevi! L’Oscuro Signore Rigor Mortis ve lo ordina!

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18 maggio 2011

Un fumettista ravennate ha conquistato la Francia

"L'intervista della Domenica" de "il Resto del Carlino" a Riccardo Crosa in occasione della mostra a Fusignano (RA).




Con una carriera lunga 25 anni, Riccardo Crosa è fra le migliori firme italiane di fumetti. Siracusano di nascita, abita e lavora a Ravenna dal 1982. Ha esordito (auto producendosi) nella prima metà degli anni Ottanta con un personaggio che tutt’ora vanta numerosissimi fan, che ne vorrebbero il ritorno: il mago Rigor Mortis, genio del male. Con quel personaggio sono state realizzate carte, figurine, giochi di ruolo. Nei prossimi giorni la Provincia e il Comune di Fusignano gli dedicheranno una mostra, “Sincronia d’autore”, che sarà allestita nella sala “Il Granaio”. La mostra sarà inaugurata il 7 maggio alle 18, e proporrà un centinaio di opere originali.
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Su cosa sta lavorando oggi, Riccardo Crosa. Nuovi personaggi fantasy?
“No, no: sono impegnato in due grossi progetti, per altrettante case editrici specializzate : la belga Le Lombard e la francese Soleil. E si tratta di progetti con disegni realistici. Pensare che desidero invece da sempre realizzare storie ‘cartoonesche’. Ho iniziato a conoscere i fumetti con Topolino, ma il primo che ho scelto da solo, che amo tutt'ora, è Asterix, che mi ha fatto capire che quello era il mio mondo. Amo quel formato, la copertina cartonata, le grandi pagine a colori…”.
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Come i volumi che ha realizzato e sta realizzando per il mercato francofono?
“È vero, ma per arrivare a quel formato, dal punto di vista stilistico sono ‘morto’ cinque o sei volte. Insomma dopo varie vicissitudini e dovendo, appunto, abbandonare lo stile umoristico. Infatti a giugno con l'editore Soleil uscirà il primo volume di una serie di cinque intitolata ‘Vigilants’, scritta da Jean-Charles Gaudin . Siamo in territori simili a ‘IT’ e a ‘Stand by me’ di Stephen King, con ragazzi messi di fronte a tremendi misteri. Il tutto mescolato ai personaggi di Heroes, uomini e donne con superpoteri di origine misteriosa . Il pubblico è quello dei ragazzi. Con l a casa editrice belga ‘Le Lombard’ uscirà, nello stesso periodo, la serie ‘Synchrone’, un poliziesco psicologico, realizzato insieme a Vincent Delmas. In entrambi i casi storie di ampio respiro, il più realistico possibile, più delle firme di Bonelli”.
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Questi libri arriveranno in Italia?
“Temo di no. Qui il mercato dei fumetti in edizione da libreria è ridottissimo. La Francia è un altro pianeta”.
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Che l’ha ‘chiamata’ e scelta vari anni fa…
“Esatto, quando sono entrato a far parte del progetto Shogun, che mirava a produrre manga europei adottando il modello narrativo giapponese. Tutto è nato dal rifiuto di un progetto”.
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In che senso?
“Insieme allo sceneggiatore Davide Barzi, avevo messo in piedi un progetto che pensavo adatto al mercato francese. Non è piaciuto però la grande casa editrice Les Humanoides Associés ha apprezzato i miei disegni e mi ha proposto di entrare nello staff che doveva realizzare appunto manga ‘europei’. La serie si chiamava ‘Sanctuaire Reminded’ ed era un thriller fantascientifico e psicologico. È stata dura, affascinante ma dura: si dovevano disegnare 35 pagine al mese e le scadenze erano ferree. Insomma, si doveva correre e mantenere in ogni caso uno standard ‘francese’, ovvero molto alto. Non ho fatto alcuna scuola di fumetto; ho studiato illustrazione, certo, ma per il resto sono autodidatta. Allora (come ora) non amavo i fumetti giapponesi e i loro cartoni. Con le debite eccezioni: Akira, capolavoro di Katsuhiro Otomo, ad esempio. Quindi ho studiato, valutando anche il linguaggio cinematografico: inquadrature, sequenze. Molto formativo, certo! La serie è stata poi proposta in Italia da Stratelibri. Abbiamo però scoperto che i lettori di manga, in Francia come in Italia, vogliono i prodotti giapponesi, non possibili adattamenti, anche se curati e ben disegnati”.
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Come mai in Italia i fumetti non hanno un mercato analogo a quello francese?
“Intanto perché quando dici che disegni fumetti per adulti, molti pensano ancora al porno. Poi perché, se il fumetto popolare, in edicola, continua ad andare, e l'ho visto con Johnatan Steel e Agenzia Incantesimi, i volumi da libreria costano troppo e sono meno richiesti. Gli editori non rischiano più di tanto, insomma. Conta naturalmente la concezione della cultura: il fumetto d’autore trova un po’ di spazio, certo; ma se non fossi andato all'estero, come moltissimi miei colleghi, avrei fatto molta fatica a campare con questo lavoro”.
di Nevio Galeati

16 maggio 2007

Intervista a Riccardo Crosa (Lucca 2005)

Postato da ziska su gioconomicon.net

G: Recentemente la tua creatura più famosa è tornata a farsi vedere nel mondo ludico e lo ha fatto in grande stile. Vorremmo dunque approfondire il tuo rapporto con i giochi.

R: Il rapporto con i giochi è particolare, io ho cercato fin dall'inizio di non fare una cosa legata ai giochi, anche se in fondo lo era perché usciva su Excalibur. Ho cercato però di esulare un poco dal "ghetto" del gioco, cercando di dargli una connotazione anche letteraria, non di D&D e basta: sono un gran lettore di fantasy, di storico e cose del genere e ho cercato di introdurre molti elementi per dargli un background non solo ludico ma anche letterario.


G: Come abbiamo potuto felicemente constatare Stratelibri è tornata ad essere a pieno diritto una delle società più presenti del mercato ludico nazionale. Nella sua rinascita siete stati coinvolti anche tu e Rigor, è stata una nuova evocazione dall'Inframondo oppure il Rigor non ha mai perso i contatti con i succubi della Strate?

R: Io e Silvio Negri, che è il capoccia, siamo amici da tantissimo tempo, sin dall'inizio praticamente, quando uscivano le prime strisce proprio su Excalibur. Non abbiamo mai perso i contatti. Lui al tempo non poteva darmi quello che io volevo, quando ho sentito che le strisce mi stavano strette, ho chiesto a lui prima di altri, ma al tempo non potevano farlo, non avevano ancora la capacità. Adesso le cose sono cambiate e lui è venuto da me per chiedermi se avessi intenzione di continuare la saga. Io ero titubante per vari motivi miei personali, perché volevo fare altre cose, ma mi ha proposto non solo il fumetto ma un discorso a tutto tondo, cosa molto interessante, che mi ha permesso di allargare ancora di più quel background di cui parlavamo prima con i libri.

G: Rigor Mortis è l'Oscuro Signore! Ruolo adattissimo per questo gioco di carte che continua a riscuotere successo. Volevamo chiederti in che misura hai partecipato alla realizzazione, ti sei limitato ad illustrare le carte o hai suggerito tu stesso i soggetti?

R: Loro hanno realizzato un gioco che si chiama Si, Oscuro Signore!, che era gratuito in rete. Io non so a questo punto se quando hanno creato l'Oscuro Signore si sono ispirati al personaggio o all'Oscuro Signore tipico dei romanzi di fantasy. So che uno dei due era un lettore di Rigor. Io ho partecipato cercando di dare quello che al gioco mancava, un'ambientazione, ciò di cui parlavamo prima, un background. A livello di regole andava benissimo e io non ho toccato nulla. Abbiamo rifatto le carte, ho preso tutte le vecchie carte e le ho riadattate al mio universo, poi ho suggerito delle nuove carte. Siccome andavano bene ne ho rifatte alcune e altre le ho lasciate così com'erano perché funzionavano già. Addirittura alcuni soggetti li ho ripresi dal precedente lavoro dell'illustratrice Chiara Berlito, che era ottimo. 

G: Passiamo al gioco di ruolo. Un annuncio a lungo atteso, a dire il vero già dai tempi del Dungeon della Morte. Non sappiamo nulla di quest'opera a parte che utilizzerà il d20 e che vanterà (probabilmente) le tue illustrazioni. Ti va di dirci qualcosa di più?

R: Del GdR io so poco, quando ho parlato con Silvio tra i progetti primari c'era il gioco di carte che non si sapeva quale fosse, il gioco da tavolo di cui si parla sul fumetto - un gioco di tipo sportivo fantasy demenziale, con i goblin che giocano ad una specie di tennis con molta magia - intitolato Tribble, un gioco di ruolo, i fumetti e il libro. Per il gioco di ruolo ho parlato con l'autore delle linee generali, ma a tutt'oggi non ho visto nulla, è uno dei progetti a lunga scadenza. Ora come ora è uno dei progetti a cui penso di meno, perché ci concentriamo su altre cose: il gioco da tavolo e le espansioni di Si, Oscuro Signore!.

G: Visto il proliferare di strisce su internet, possiamo sperare di rivedere le strisce di Rigor?

R: Io purtroppo non ho più tempo di fare tantissime cose, mi concentro principalmente sul fumetto e sulla coordinazione di tutto il resto. Le strisce non sono mai finite, l'anno scorso Focus Junior mi ha chiesto di disegnare delle strisce per loro e io le ho disegnate, inoltre ogni anno ne realizzo una o due, però mi sono evoluto in qualcosa... in altre parole non riesco più a fare una striscia e basta. È un altro modo di raccontare, io racconto delle storie e faccio fatica a fare delle strisce, non riesco a pensarci. 

G: Il fumetto di Rigor Mortis torna sotto l'etichetta Stratelibri. In questo primo numero ritroviamo l'Alba degli Eroi che continuerà fino al tanto atteso finale. E dopo? Nuove storie o vecchi classici aggiornati e corretti?

R: Forse quello che io voglio fare non è mai quello che riesco a fare. Quando inizio qualcosa poi cerco di portarla a termine, perché non so mai come si evolve il futuro. Con l'Alba degli Eroi è uscito il primo volume con la Magic Press, ma è rimasto fermo e la storia non si è conclusa: stavolta abbiamo cercato una soluzione per poterla portare a termine, ed a gennaio esce l'ultima parte. Il fumetto è bimestrale, quindi dovrebbe uscire qualcosa dopo due mesi, ma non so cosa uscirà perché in realtà io non posso lavorarci: ho già scritto la nuova storia, però non so se ce la faccio, non credo proprio. Entro l'anno esce qualcosa, ma non so cosa.

G: E poi il romanzo, il primo di una trilogia. Ti chiedo scusa per l'ignoranza ma non so se le avventure del Rigor fossero state messe per iscritto prima d'ora. Ti occupi tu stesso della stesura del romanzo o ci sono altri servi addetti a tale ruolo?

R: No, la cosa positiva di questa cosa nuova è che c'è un team creativo, che parte dai ragazzi che hanno fatto Si, Oscuro Signore!, con cui io collaboro per il gioco di carte. Poi c'è Luigi Lo Forti che è uno scrittore, con cui io lavoro sul libro. Lui mi fa vedere la storia, io controllo che tutto quanto vada come deve andare, però la storia l'ha scritta lui, è lui che muove i personaggi. Mi chiede dei consigli e io gli dico più o meno come dovrebbero comportarsi, ma lui può inserire nuovi personaggi, nuove storie...

G: La copertina però non è tua, ma un opera del talentuoso Larry Elmore. Ci sembra un gran bel riconoscimento! Anche le altre due copertine vanteranno disegni di altri autori famosi?

R: Io so che le prime tre copertine del libro di Luigi sono di Elmore, poi siccome si parla di altri autori che scrivono altri libri potremmo trovare altri illustratori. 

G: Pensi che potremmo vedere altre tue creature coinvolte nel mondo del gioco? Istintivamente mi viene in mente Kira. 

R: Il discorso è aperto con la Stratelibri, loro hanno con me un usufrutto del trend di Rigor, quindi è da sfruttare in qualche maniera. È probabile che esca un gioco da tavolo ma non è l'unico perché mi hanno proposto tante cose, quindi vediamo come si evolve.

G: Ti puoi lasciar scappare una di quelle notizie segretissime sui prossimo prodotti che la Stratelibri non ci direbbe mai ma che quando scoprirà che tu ce l'hai detta non potrà comunque farti nulla perché sarai già fuggito alle Maldive?

R: Assolutamente no. Anche perché Silvio è molto riservato, e dopo mi fucilerebbe. 

G: Ultima domanda: vorremmo conoscere la tua carriera come giocatore, quindi generi e titoli preferiti! 

R: Ho giocato moltissimo a D&D basico, ho provato Advanced ma era troppo complicato: in realtà ciò che mi divertiva erano i personaggi e la storia, tutti i giochi in cui si perde troppo tempo in lanci di dadi non mi interessano. A noi piacevano moltissimo gli elfi, io ero Cavallo Pazzo. 

G: Giochi ancora?

R: Attualmente non gioco più, non ne ho il tempo.

G: Hai qualcosa da dire ai lettori?

R: Leggete Rigor, sul fumetto c'è la presentazione di quello che sarà il background del gioco Tribble, anche se non si sa ancora quando uscirà. 

G: Cosa puoi dirci in proposito?


R: L'ho scritto io, è il primo regalo che ho fatto a mia moglie: quando ci siamo conosciuti, per Natale, le ho regalato un gioco fatto da me, che è finito in un cassetto perché era suo e basta. Poi l'ho proposto a Silvio e a lui è piaciuto.

12 aprile 2007

Lo sapevate che...

Ad Amorosi (Benevento) si è svolta la 5a Edizione “Sannio Chocolate” la più originale kermesse sul cioccolato artigianale di qualità del Centro - Sud. L’Evento clou di “Sannio Chocolate 2007” è rappresentato dagli Scultori, vari artisti che hanno realizzato le loro sculture su blocchi di cioccolato in Piazza Municipio. Tra gli Artisti che hanno datto la loro adesione a partecipare e realizzare una Scultura di cioccolato, Giuseppe Corcione, diplomato all’Accademia di Belle Arti nel 1998, crea il laboratorio Linea Concreta . Ha realizzato opere notevoli: tra le più importanti una statua di Cristo per il Vaticano esposto a Piazza del Plebiscito per la messa del Giubileo del 2000; tredici soldati a grandezza naturale per la mostra “I Borboni” nel Palazzo Reale di Napoli e un comix character del personaggio “Rigor Mortis” (Riccardo Crosa). Numerose le sue opere in Italia e all’estero; nel 2003 realizza una statua di Padre Pio per la basilica di Santa Maria della Sanità; autore di una statua di Santa Elena nella chiesa dell’Ara Coeli di Roma, interamente in legno, realizzata in partnership; nel 2004 è vincitore del concorso della scuola “Arte della Medaglia” presso l’Istituto Poligrafico Zecca dello Stato- Roma. La sua capacità di spaziare lo rendono artefice di svariate collaborazioni con altri artisti contemporanei. Inoltre è in stretta collaborazione con l’atelier Corcione che vanta anch’esso importanti commissioni e numerose mostre di rilievo internazionali tanto da ricevere i complimenti dell’attuale Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Oggi tiene delle lezioni speciali di scultura applicata al disegno per il fumetto presso la scuola italiana di Comix di Napoli.

13 febbraio 2006

Rigor Mortis e il mercato

Estratto dall'intervista a Silvio Negri Clementi (Stratelibri, Assoludens) in occasione di Lucca Comics&Games 2005.
Pubblicato da kaosonline.it
D: Quali sono i prodotti di punta della sua azienda?
R: ... Il prodotto su cui invece abbiamo maggiori speranze e in cui credo di più è Rigor Mortis di Riccardo Crosa. All'inizio Riccardo non voleva cedermi i diritti del fumetto, mentre non ci furono problemi per gli altri, dal momento che non voleva sciupare i rapporti con la Magic Press. Dato poi il disinteresse dimostrato da questo editore, ricevetti anche i diritti di questo genere. Il primo risultato di questo lavoro sul personaggio è il gioco di carte Sì, Oscuro Signore!, con ben 1200 copie vendute in soli quindici giorni.
D: Quali sono le linee di maggiore sviluppo?
R: Ci sarà uno sforzo editoriale nelle linee di gioco di ruolo, ma l'impegno maggiore sarà su realtà italiane, in primis Rigor Mortis, con la possibilità di essere esportate all'estero dove già si notano consistenti successi.
D: Quali sono i progetti più importanti su cui sta lavorando?
R: ... Altro progetto a cui tengo molto è il gioco da tavolo di Rigor Mortis, provvisoriamente chiamato Flyball, su cui abbiamo cominciato a pubblicare articoli informativi e note progettuali nella testata a fumetti dedicata proprio al Rigor Mortis.
D: Ha mai distribuito suoi prodotti all'estero o ceduto licenze di pubblicazione a editori stranieri?
R: Abbiamo realizzato versioni in inglese di Sì, Oscuro Signore! ..., con un buon riscontro e tre richieste di licenze per questi due giochi dalla Germania. La versione inglese di Sì, Oscuro Signore! va bene all'estero – ad esempio un negozio austriaco fa ordini di cinquanta copie alla volta!